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Articolo di aprile 2002

La parabola dello N'gol

 

Lo N'Gol è un antico rito iniziatico a cui i giovani di Bunlap, nell'isola di Pentecoste (Arcipelago Vanuatu, Pacifico Meridionale), si assoggettano per essere degni di entrare nell'età virile ed appartenere, così, alla società degli adulti. Lo N'Gol consiste in un salto da una torre fatta di tronchi e rami d'albero, alta circa 35 metri. Il saltatore ha due liane robuste ed elastiche legate alle caviglie ed alla cima della torre, e con sotto dei rami e foglie per l'atterraggio, preparati durante le 5 settimane precedenti al lancio.

È immaginabile quanto essi possano sentirsi nervosi e spaventati di lanciarsi nel vuoto, nonostante già fin da piccoli si preparino, giocando, al grande salto, superando varie altezze sostenuti dai genitori prima e più avanti incoraggiati dalle ragazze. 

Prima di lanciarsi dalla torre regna il silenzio, il saltatore fa un breve discorso, terminato il quale, riprendono le danze ed i canti delle donne sotto la torre, pronte ad accoglierlo, poi, giù nel vuoto. Questo salto implica  una buona dose di stress psicologico e di coraggio, ma diventa il gesto concreto di un importante cambiamento, che porterà ad una condizione più emancipata e gratificante. Simbolicamente, ognuno di noi ha dovuto o deve affrontare lo N'Gol, lasciare il mondo protetto dell'infanzia e dell'adolescenza, con le sue modalità di pensiero e di comportamento, per entrare nel mondo degli adulti. Possiamo paragonare la torre al mondo delle insicurezze, che ci tengono legati alla nostra Path Dependence.
Le liane possono rappresentare la distanza necessaria da prendere da quel mondo di paure per scoprire altre aree necessarie e vitali per la crescita psicologica e sociale. Il grande salto è il rischio che bisogna correre per sentirsi protagonisti consapevoli della propria vita.  

IL TAKE OFF.
È proprio il Take off! Chi non salta dalla torre non è degno di diventare adulto nella società dei polinesiani, ma, anche nella società occidentale, ci possiamo trovare ad un bivio, in cui dobbiamo fare una scelta netta, se rimanere sulla torre delle nostre paure e debolezze( e vedere gli altri saltare) o se emanciparsi dalla propria Path Dependence. Mentre noi rimandiamo di giorno in giorno, di domani in domani, per così vedere passare i mesi e gli anni  ancorati ancora alla nostra torre, oppure possiamo scegliere di buttarci e correre il rischio di diventare protagonisti della nostra vita, e non solo spettatori. Il problema è che l'altezza della torre, con il passare del tempo, aumenta, perché alcuni aspetti del carattere cominciano a calcificarsi, e, ad un certo punto, lo N'Gol può diventare veramente proibitivo. Per questo, ci si deve sbarazzare il più presto possibile delle insicurezze che ci tengono legati alla torre. È proprio questa a fare la differenza tra tutto e niente. Già, ma come fare?Forse, ci sono dei punti fermi che possono aiutare. 

SETTE REGOLE D'ORO.

  1. Trovare delle guide fidate, che sappiano incoraggiarci al grande salto, e non gli amici sfigati, di cui ci siamo sempre circondati, i quali sicuramente non hanno alcuna intenzione di fare lo N'Gol: cercare gente che ha già fatto il salto prima di noi significherà sentirci dire che non c'è nulla da temere, che li sotto troveremo solo ciò che abbiamo sempre desiderato.

  2. Eliminare tutte le fonti di insicurezze. Queste fonti sono facilmente riconoscibili e possono essere tante e diverse da persona a persona. C'è a chi non piace il proprio abbigliamento, a chi non piace la propria acconciatura di capelli, c'è chi è insicuro, perché ha troppi brufoli, o tutte queste cose insieme, ecc... Eliminare tutto ciò che ci crea insicurezza in modo tale che, quando uscirai di casa, potrai dire: "Oggi sono a posto". Sarai più sicuro di te e la tua attenzione non sarà concentrata a pensare, "ma guarda che brutte scarpe ho oggi", ma sarà concentrata a fare del tuo meglio per fare acchiappanze. E poi, grazie a Dio, esistono i fattori sostitutivi. Per esempio, esiste un ragazzo che ha perso l'uso della parola e dell'udito e si esprime a gesti. Uno potrebbe pensare che non ha nessuna ragazza. Invece, tutto il contrario. È pieno zeppo di ragazze, che gli girano intorno, perché ha adottato uno stile invidiabile: moto Harley Davidson, giubbotto di pelle, capelli lunghi, stivali da cow boy per l'uomo che non deve chiedere mai, nome americanizzato Jonny( colui che proviene da lontano affascina sempre). Questo sostituisce la sua mancanza di comunicazione verbale. Quindi, nonostante la grave menomazione fisica è riuscito a creare fattori sostitutivi nella sua immagine.

  3. Trovare ogni giorno stimoli adatti, cercare ogni giorno cosa non ci piace caratterialmente e non solo fisicamente. Perché è soprattutto il carattere e la mancanza di personalità a farci fallire nel nostro lancio nel vuoto. Lo  N'Gol non è un problema fisico, ma un blocco psicologico. Si vedono, infatti, molte volte in giro, ragazzi brutti ed ignoranti con belle ragazze, tutto ciò perché nella nostra società essere non conta: quello che è importante è apparire. Per esempio, se uno non sa fare due più due e non sa mettere due parole insieme per formare una frase, ma ha un bel stile fighetto, troverà sempre una ragazza disponibile e questo per due motivi. Il primo è perché il soggetto in questione è nella sicurezza del suo stile fighetto, che diventa, quindi, fattore sostitutivo della mancanza di linguaggio verbale. il secondo è perché avrà un'immagine che nasconde la sua ignoranza. Non per niente, la nostra società è chiamata Era dell'immagine.

  4. Non paragonarsi sempre ad altre persone. Gli altri si trovano avanti semplicemente perché si sono buttati dalla torre prima di noi. Ecco il motivo. Non c'è niente da obbiettare in ciò. Infatti, quante volta hai cercato di cambiare nella vita? Una mezza volta? O Forse due? Tre? Non ci sei riuscito semplicemente, perché ti sei detto: "Cambierò domani, tanto c'è tempo". Invece, i giorni, i mesi e gli anni sono passati, ed eccoti ancora con le gambe tremolanti sulla torre. Bisogna cercare di cambiare oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi. E poi, domani è una parola troppo ambigua: domani può significare anche tra vent'anni. Oggi, invece, significa solo adesso.

  5. Finiamola con il rincorrere la perfezione. La perfezione non esiste, ma l'uomo è imperfetto per definizione. Uno può migliorarsi tutti i giorni, ma c'è sempre un limite di saturazione, oltre il quale non si può andare. Nessuno è perfetto: c'è chi è alto, ma è stupido; c'è chi è intelligente, ma è arrogante o brutto; c'è chi è ben vestito, ma ha la mente malata; ecc... La perfezione porterebbe gli individui ad essere tutti uguali, in quanto non possono esistere due perfezioni diverse.

  6. La torre è una cosa reale, ma con la mente funziona diversamente. Potrete arrivare a saltare anche da una torre di 100 metri, un metro per volta. Superare dei piccoli ostacoli porta al superamento dei grandi. Ricordate, infatti, quando avete imparato a nuotare? Prima vi siete allontanati 1 metro dalla spiaggia, poi, di 2, poi di 5, poi di 20, fino a quando non siete andati quasi in mare aperto: ciò significa fino a quando non si è instaurato uno sblocco psicologico e, così, nuotare è diventata per voi la cosa più semplice di questo mondo. Vi renderete conto che è più facile iniziare a nuotare a 5 anni e non a 50, perché c'è una sorta di calcificazione del comportamento. Con l'età, si diventa più consapevoli ed i lanci nel vuoto fannopiù paura per tale motivo.

  7. Le sei regole precedenti non valgono nulla se uno non è consapevole della propria situazione, o comunque, non è intenzionato veramente a voltare pagina nella propria vita.

Quando si è fatto lo N'Gol dalle proprie insicurezze, è facilmente riconoscibile da fuori, ma anche da dentro. Infatti, molte cose che vi sembravano strane e difficili da fare, dopo diventeranno meccaniche, e quasi non vi renderete conto del salto di qualità che avrete fatto. Pensate al giorno in cui anche per voi, fare acchiappanze sarà semplice come bere un bicchiere d'acqua!!!

 

Bisogna imparare ad uscire dal castello delle proprie paure

e delle proprie insicurezze. V267

 

 

 

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