SULLA FELICITÀ
La felicità ed alcune considerazioni
Le sette regole della felicità
La felicità ed alcune
considerazioni.
“Le ricerche scientifiche stanno confermando che la disposizione alla felicità è in parte determinata dai geni e dalla chimica del cervello. Entro i 13 anni di età le
“strade” che i neurotrasmettitori responsabili del benessere percorrono nel nostro cervello sono strade percorse, segnate, “asfaltate” e quella rimarrà la loro strada per tutta la vita. Più intenso è il traffico nella parte del cervello conosciuta come la corteccia prefrontale sinistra, più alte sono le probabilità che si tratti di una persona ottimista, entusiasta, tendenzialmente felice”.
Tu lo dici che per prima cosa un uomo deve ispirare fiducia e che deve essere sicuro di sé. E ciò è fondamentale importanza per quanto
riguarda un primo approccio positivo con una sconosciuta.
Ricordi? “L’approccio é la fase più importante dell’acchiappanza: una donna che non vi conosce fa la vostra conoscenza. Quale é il messaggio che vogliamo lanciarle?”.
Il libro che tu consigli, e che io avallo, nel capitolo “Saper leggere il linguaggio del corpo” spiega il PIANO DEL CONTENUTO e il PIANO DI RELAZIONE. Il piano del contenuto, definito dalle parole, è importante ma non determinante, incide infatti solo per il sette per cento, mentre il piano delle relazione, definito dal corpo, conta per ben il novantatre per cento.
Detto ciò è facilmente comprensibile che il linguaggio del corpo è lo specchio della personalità e genera l’idea che le persone hanno di noi – il tuo IDOLUM, caro Vincenzo – influenzando indirettamente ma in modo importante un successivo approccio.
Sta ad ogni tuo attento lettore (anche il sottoscritto) – che conosce la potenzialità del linguaggio del corpo e ha un’infarinatura di PNL – amplificare i segnali o cercare di camuffarli a seconda della situazione, o nel peggiore dei casi evitare con disinvoltura un incontro.
L’idolum nasce quando entriamo in relazione con un’altra persona* o quando ci
posizioniamo in un ambiente comune, noto e vissuto con frequenza ad entrambi. Se vado in discoteca, una ragazza sarà attratta dalla mia immagine ma non si farà un “idolum”. In palestra, la stessa ragazza, la prima settimana, sarà attratta dalla mia immagine; la seconda settimana (se continuo a frequntare la palestra e rivedo la stessa ragazza) inizierà la fase di studio (perché il nuovo sempre incuriosisce) e inizierà a crearsi un idolum di me attraverso il linguaggio del mio corpo, il modo di relazionarmi e di pormi con altre persone della palestra.
Dunque attenzione! Le donne notano tutto, non c'è bisogno di fare accertamenti**; notano proprio tutto in special modo se sono catturate dall’ IDOLUM che si sono create osservandovi. Osservandovi? Si, perché voi (anche se avreste voluto da tanto) non le avete ancora parlato.
Lei vi conosce e ce l’ha bagnata. . Voi invece la conoscete già profondamente perché sapete interpretare il linguaggio del suo corpo. Scegliete il momento più opportuno (se non l’ha già fatto lei) e colpite! Confermate nell’intierezza l’idea che si è fatta di te in base agli elementi che le hai dato e a quelli che le darai per cementare l’IDOLUM positivo che si è fatta di te osservandoti.
Come hai capito, e arrivo alla conclusione, i comportamenti che teniamo, il modo di rapportarci ai terzi e il linguaggio del corpo sono essenziali per un approccio di successo. Predispongono un futuro
interlocutore, nel nostro caso specifico una tipa.
É inutile che elenchi da capo cosa bisogna fare per dare segnali positivi, per regalare agli altri un’idea vincente di noi.
Sono temi ampiamente trattati nella Scienza delle acchiappanze e negli epistolari ma è doveroso integrare la materia trattata con IL POSTULATO DELLA FELICITA’.
“Sembra la scoperta dell'acqua calda, ma una persona che emana positività in ogni istante è sempre molto apprezzata []”**
Secondo detto postulato la felicità non è propriamente definita*** (lasciamo ad altri il compito) ma indica l’alleato che ci fa superare le avversità e ci predispone in modo positivo al futuro con gli altri.
La felicità è l’anticamera del pensiero positivo, dell’ottimismo e della SICUREZZA DI SE’. Una persona sicura di sé non può non essere felice. Dunque per essere sicuri di sé bisogna essere felici o almeno ostentare (per un breve periodo) felicità se le cose vanno proprio male. Ma
comunque la tesi è ESSERE FELICI PER ESSERE SICURI DI SE’.
A meno che si tratti di una “crocerossina”, una ragazza è alla ricerca dell’uomo forte, di polso (nel suo piccolo) e quindi felice di vivere ed capace di emergere, di distinguersi****.
Io non ho la formula magica per farvi divenire felici se non lo siete. Perché la felicità è davvero dietro l’angolo e non ce ne accorgiamo. E ci facciamo troppi problemi, come con le ragazze.
Pensa ad uscire con una tipa sempre seccata, egoista e acida e per giunta sempre insicura… sarà anche bellissima ma
ahimé assorbirai come una spugna la sua condizione mentale. Cosa ne pensi?
Ora basta scrivere , la felicità c’è e la puoi raggiungere: le sette tappe della felicità.
Note al testo:
* citazione da “lettera di Virgilio – 14 novembre
2000”
** citazione da ( sito soppresso).
*** a noi non interessa la felicità in se stessa, ma la nominalizzazione di una condizione particolare dell’animo. Potremmo anche chiamarla SERENITA’.
**** il discorso è chiaramente rivolto anche ai timidi e agli introversi.
Le sette regole della felicità
1. Dimenticate le vostre vecchie convinzioni sulla felicità.
Smettetela di pensare che ottenere ciò che desiderate vi renderà felici: i soldi, la bellezza fisica, il partner non servono a niente se non imparate il giusto atteggiamento. Sennò i soldi saranno sempre pochi, il corpo non sarà mai perfetto, il partner avrà sempre qualche difetto. La felicità è anche - e soprattutto - una disposizione interiore. E’ quella risorsa che permette di affrontare anche le grosse difficoltà concrete con atteggiamento positivo.
2. Cominciate a vivere in modo “più inconsapevole”.
Non siate sempre preoccupati della finalità delle vostre azioni, cercate di godere delle azioni in sé. Per capirci, non pensate SOLO quando siete con una ragazza “adesso le faccio vedere io!” ma godetevi la sua pelle, il suoi capelli.
3. Trascorrete del tempo a fare cose gratificanti.
La felicità non nasce solamente dal fare cose impegnative. Dunque le cose gratificanti non devono essere necessariamente essere cose impegnative. Fate quello che vi piace e avrete sicuramente uno
stato d’animo “nuovo” da condividere con gli altri e che vi avvantaggerà nei rapporti sociali.
4. Vivete nel momento presente.
Il più grosso ostacolo per la felicità è pensare che dipenda da qualcosa, ma in realtà è possibile che noi abbiamo già, qui, a portata di mano, e non ce rendiamo conto. Siamo così impegnati a raggiungere il fine, a fare tante cose, a rendere produttive le nostre giornate, che ci perdiamo il piacere di
farle, quelle cose, ci dimentichiamo di guardarci intorno. Ma anche questa è una cosa che si può imparare con l’abitudine. La prossima volta che facciamo la doccia invece di pensare che dobbiamo andare al lavoro e fare la spesa e telefonare al commercialista, proviamo a godere della bella
temperatura che ha l’acqua, al gusto della porcellana fredda della doccia, al buon profumo del bagno schiuma, alla morbidezza dell’accappatoio.
5. Date la priorità ai rapporti umani profondi.
Quando costruiamo nuovi rapporti, o modifichiamo quelli che abbiamo, ricominciamo a crescere.
É un ottimo momento per imparare nuove abitudini mentali. Le persone che ci stanno vicine, amici o il partner, ci possono aiutare a tirare fuori delle belle parti di noi che tenevamo sepolte dentro. Dedicate tempo ai rapporti che avete. O se la cerchia di persone intorno a voi si è assottigliata, cercate nuovi amici: invitate ad uscire la ragazza che in quel momento vi ispira, magari anche lei sta cercando un “nuovo” amico.
6. Fatevi carico della vostra vita.
Se vi accorgete che qualcun altro sta decidendo per voi, cercate di cambiare le cose. Programmate le vostre giornate, ponetevi degli obiettivi generali, poi spezzettateli in piccoli obiettivi da raggiungere giorno per giorno. Ogni volta che sulla
vostra agenda scriverete “fatto” proverete un grande senso di gratificazione, aumenterà la stima di voi stessi e vi sentirete ancor più sicuri di voi.
7. Fate finta
Se ancora non siete felici, fate finta di esserlo. Sorridete, agite come se foste sicuri di voi, in grado di gestire le giornate, felici della vostra situazione. Imitate le persone positive che avete accanto. Non è un trucchetto: si impara anche così!
Bibliografia:
“Le sette tappe della felicità” è stato tratto ed adattato per lo scopo dalla rivista California Sport & Fitness.
“Scienza delle
Acchiappanze” di Vincenzo
“Lettere dei miei amici e
discepoli” di Vincenzo
“Lettere dei miei lettori” di Vincenzo
|
©Copyright 2000- 2015 - Vincenzo Pisano - All Rights Reserved |