Home

 

IL FATTORE FORTUNA  

alias del MITO DI CASUALITA' ESTERNA

 

Il reale ruolo della fortuna nella seduzione

Io cerco di trasmettere a voi tutti un sapere, che oltre ad essere scientifico è anche esoterico , ma non nel senso che siete pochi iniziati che esplorano realtà occulte trascendenti. La conoscenza esoterica sta nel percorso che ciascuno di voi sta facendo da utente, discepolo o apostolo per arrivare alla meta finale .
Nella mia opera io ho tracciato delle linee guida, ma ognuno di voi sta seguendo il suo percorso vitale per raggiungere la sua dimensione, il suo ottimo paretiano.
La fortuna , nel suo significato di buona o cattiva sorte , dunque, nel significato latino , ha un ruolo importante nella nostra vita di tutti i giorni, nei rapporti interpersonali come nel lavoro come nella salute o come nel gioco. La fortuna è una costante, che tanto ti può far vivere un giorno tanto 120 anni. Ciascuno di voi sta facendo il suo percorso evolutivo e lo sta facendo in modo personale e non può trascurare questa costante .
Esiste, però, una legge che spiega molto bene il ruolo della fortuna nel vostro campo di iniziazione, la seduzione . Posto


  S= Successo 

F= fortuna positiva   

SF= fortuna negativa o sfortuna

N= numero degli stoke o tentativi di acchiappanza  

e  T= il tempo


Abbiamo una funzione matematica S= S( F, SF, N, T)
  ed una relazione del tipo 

 S= (F/SF) * (N/T) .                     ( f1)

Nella prima frazione possiamo notare che il successo è inversamente proporzionale alla sfortuna , mentre è direttamente proporzionale alla fortuna . Ciò significa che quando F> SF la frazione ha un valore intero, che può essere anche molto grande. Se F< SF la frazione è un numero fratto dove il denominatore è più grande del numeratore e, dunque, è un numero molto piccolo e maggiore è la sfortuna più è un numero piccolo.
Però, possiamo chiamare ( F/SF ) costante aleatoria , cioè quella parte del successo, che è legata al libero arbitrio del caso e la denominiamo con la lettera k piccola.


Ricordiamoci, però, che nel modello matematico k è un numero, mentre nella realtà è il rapporto tra fortuna e sfortuna. 

Se k fosse un numero, k >0 sempre o tutto al più k= 0 per F=0.
Quest'ultimo caso limite, però, tende ad esistere nella realtà solo con quelle persone che hanno un handicap fisico o mentale molto grave. Negli altri casi k>0 sempre.

Quando  0< k <1 la sfortuna prevale sulla fortuna( F< SF ).
Quando  k = 1 la fortuna è uguale alla sfortuna( F=SF) e dunque, la costante aleatoria è ininfluente . Per tale motivo, in tale caso limite S= S( N,T).
Quando k >1 la fortuna prevale sulla sfortuna (F>SF).

Riscrivendo la funzione con la costante aleatoria k , abbiamo
S= S(k, N, T).

Ne scriviamo la relazione
S= k * (N/T).                                  (f 2)

Osservando questa formula, che non è in termini matematici, ma euristici di  un modello razionale , ci accorgiamo che il peso di k è forte quando N< T , cioè, il peso della fortuna è più forte quando in un tempo t - t+1 io faccio un numero basso di stroke.


Insomma, una cosa è agganciare 10 ragazze al giorno, un'altra è 1 alla settimana !!!
Quando aggancio 10 ragazze al giorno, anche se il mio k esistenziale fosse un numero molto piccolo compreso tra 0 ed 1, so che il mio successo dipende dal numero degli stroke , perché k non mi da nessun aiuto , anzi, dato che è un numero compreso tra 0 ed 1, tenderà a ridimensionare il risultato dei miei sforzi .
Ad esempio, ipotiziamo che io abbia k= 0,5 e che io abbia compiuto 2 stroke nell'ultimo mese, abbiamo che S= 0,5 * (2/30)= 0,066, cioè, non raggiungo nemmeno l'unità.
Ma se io, nell'ultimo mese ho agganciato 100 ragazze, pur avendo k=0,5 , io ho una 

S= 0,5*(100/30)=  1,66

Sappiamo dalla mia relazione che S >0 o tutto al più uguale a zero quando o k o N sono uguali a zero. Poiché, però, prima abbiamo detto che k=0( sarebbe più giusto dire che tende a 0) solo nei casi limite di gravi handicap, nei casi normali S=0 quando uno non  fa proprio i tentativi di acchiappanza(stroke) .
Escluso il caso di chi non li fa proprio, possiamo ragionare su S > 0

Quando  0<S<1 diciamo che S è un insuccesso: nessun stroke è andato a segno.
Quando S= 1, almeno uno stroke è andato a segno.
Quando  S>1 diciamo che S è un successo con 1 o più stroke andati a segno.

Ritornando, all'esempio precedente. Facendo solo 2 tentativi di stroke in un mese, ho ottenuto S=0.066, un insuccesso. Con 100 tentativi in un mese, ho ottenuto S= 1,66, dunque, 1 o più stroke sono andati a segno.

Ora, poiché non conosciamo nel mondo empirico il valore di  k , noi dobbiamo agire prudenzialmente sul secondo termine della funzione, N/T , che possiamo denominare costante empirica o impegno del seduttore , i .

Riscrivendo la formula f2 con i , abbiamo

S= k * i                                                                                                    (f3)

Per valori molto piccoli di k, S= 1 almeno, per valori molto grandi di i
Per valori molto grandi di k, S= 1 almeno, anche con valori molto piccoli di
i .

Poiché, però, nessuno di noi sa quando e quanto la costante aleatoria agisca sulla sua esistenza , diamo per scontato che k sia piccola sempre

Se è veramente piccola, otterremo successi modesti , che, però, eguagliano almeno o superano l'unità .
Se dovesse mostrarsi grande , otterremmo il surplus del seduttore , cioè, quel numero di successi, che eccede S se S fosse stato con un k piccolo, un 0<k<1 .

Molti, a questo punto, si chiederanno cosa sia l'impegno del seduttore .

Esso si esaurisce solo nel numero di tentativi di acchiappanza(seduzione) effettuati in un tempo t- t+1?

La mia risposta secca è no, perché i stesso è funzione di altre variabili.

Posto che

 i= impegno del seduttore

v= qualità del seduttore

p= il valore dell'idolum del seduttore

n= numero dei tentativi di seduzione

t= tempo

Abbiamo che i= i( v, p, n, t)

e possiamo scrivere la relazione come 

i =  ((v * p)^ n)/ t                                                        (f4)

Escludiamo dallo studio il denominatore, che è il tempo ed analizziamo il numeratore.

Di primo acchito comprendiamo che nelle formule f1 e f2 ho compiuto una semplificazione

facendo coincidere N con (v* p)^n .

Non ho tenuto conto del seduttore considerando v e p delle costanti fisse.

Vediamo, inoltre,  che n è solo la n-esima potenza di un numero, che è composto da v e da p.

Tale numero composto da v e p ci fa porre la domanda: cosa è il valore del seduttore ?

Cosa è il valore del suo idolum ?

Il valore del seduttore( v) è uguale alla seguente funzione.

Posto 

a= qualità dell'aspetto fisico 

w= Welfare del seduttore

abbiamo      v= v( a, w) 

espressa dalla relazione v = a*w.

È facile comprendere che il numero, che è il risultato di una moltiplicazione è grande, anche solo se una sola delle sue componenti è grande . Ad esempio, un uomo bello e povero, un uomo brutto e ricchissimo o simpaticissimo  non hanno problemi: ce li hanno chi sono brutti, poveri ed antipatici. 

Dunque, possiamo concludere che il valore del seduttore è il prodotto del suo aspetto fisico per il suo Welfare( w)

Dunque, se dovessimo riscrivere il numeratore di i .

scriveremmo ( i/t)= ( a*w*p)^n                                 (f5)

Però, lo stesso w è composto da 3 variabili: il reddito(r), il livello di istruzione(c) e la qualità dei rapporti interpersonali del seduttore(q) sia oggettivi sia nel modo in cui lo stesso li pone in essere. Tale q va valutato sia per numero sia per qualità delle frequentazioni, per il  livello di socievolezza,  di simpatia che riesce a suscitare negli altri, ecc...

Riassumendo w= w( r, c, q) nella funzione w= r*c*q

Da ciò si evince che possiamo riscrivere la  f 5

(i/t) = (a*r*c*q*p)^n                                                   (f6)

Buona parte del mio sito è dedicata allo sviluppo della qualità del seduttore , sia attraverso il miglioramento del suo aspetto fisico sia del suo status sociale : per quest'ultimo, riceve pressanti inviti , in più parti della mia opera Web, ad ampliare le sue conoscenze , a coltivare le amicizie , soprattutto quelle femminili, appunto per agire su due fronti sul valore di v .

A questo punto, rispondiamo alla seconda domanda. Cosa è il valore dell'idolum del seduttore ?

Se v = a*r*c*q è ciò che il seduttore è realmente, il valore dell'idolum del seduttore è ciò che lui appare agli altri in base alla Teoria dell'Idolum .

Nella Scienza delle Acchiappanze trovate descritto che, spesso, vediamo donne bellissime in compagnia di uomini che giudichiamo senza valore: troviamo il paradosso dell'imbecille che si fidanza con la fotomodella .

Il valore dell'idolum è quella capacità, che si acquista con l' esperienza , di distorcere la propria immagine affinché appaia agli altri nel migliore dei modi .

Posto                                      p= valore dell'idolum

                      z = il livello di conoscenza e di compenetrazione del seduttore nell'arte da me insegnatagli. 

 e = l'esperienza

abbiamo  p = p( z, e)

ed espresso nella formula p = z^e

Ciò significa che il valore dell'idolum è uguale al suo livello di conoscenza elevato all'esperienza e, dunque, potrete capire perché io batto il ferro sulla pratica , ma, altro non è che il numero di tentativi di acchiappanza effettuati .

Data l'identità e= n, 

ritornando alla formula f6 abbiamo che 

(i/t) = (a*r*c*q*z^n)^ n  che per la proprietà delle potenze diventa

(i/t) =  ((a*r*c*q)^n) *(z^ 2n)                                                   (f7)

Da ciò ricaviamo che la formula dell'impegno del seduttore

i = (((a*r*c*q)^n)*(z^2n))) / t che riportata nella formula f3

ci dice da cosa dipende il successo del seduttore

s= k * (((a*r*c*q)^n)*(z^2n)))/t

Il fattore fortuna, per tale motivo, può inficiare il risultato finale!

State attenti al valore t . Il tempo che viene impiegato per far crescere il numeratore di i, cambia da soggetto a soggetto : dipende dal suo impegno a migliorarsi, dalla situazione ambientale, che può impedire di raggiungere un certo livello n, ecc.

Inoltre, ad un unico valore della costante aleatoria k si contrappone la lunga formula di i .

Ancora una volta, però, scopriamo che è n la nostra salvezza .

Dunque, in modo empirico capiamo che la pratica o esperienza da un effetto esponenziale a quel lavoro di miglioramento personale che voi avete intrapreso agendo sulle variabili a , r , c , q e z .

In conclusione, scienza delle acchiappanze è stata creata per operare sulla costante empirica e neutralizzare o, almeno, mitigare quanto il più possibile gli effetti negativi della costante aleatoria, quando essa è sfavorevole .

Dall'altro canto, la dove essa dovesse essere favorevole, il maggior vento in poppa produrrà il surplus del seduttore .

L'acchiappatore non scientifico subisce la costante aleatoria come una nave a vela, che sta ai capricci del vento : finisce, poi, per dire che se sono rose fioriranno .

L'acchiappatore scientifico naviga per i mari del mondo con i motori ad elica .

Durante la sua navigazione deve stare attento solo a seguire la rotta giusta ed al mal tempo di mare per non finire in qualche secca o nell'occhio di un ciclone. 

La costante aleatoria rimane e non lo mette al riparo dal rischio di naufragio, ma la sua azione circoscrive la probabilità di tale evento .

Dunque,

C.V.D.

Come volevasi dimostrare

Una nota conclusiva su "n"

Questo mio lavoro sul fattore fortuna serve a sfatare il mito di casualità esterna , che alberga nelle convinzioni personali di molti di voi.

Questo mito vi fa credere che il vostro insuccesso nella seduzione sia dovuto a forze esterne incontrollabili , legate sia a comportamenti altrui sia ad una più generale quanto indefinita "sfortuna".

Nella formula finale del successo s= k *(((a*r*c*q)^n)*(z^2n)))/t

notiamo che il fattore k viene neutralizzato da n , quando il fattore i ( l'impegno del seduttore) non sia sufficiente a farlo per conto proprio.

Nessuno di voi, però, in tanti mesi che questo modello euristico è stato on line, nemmeno quelli che studiano "ingegneria", ha notato che questo modello mancava di un importante particolare . Non si tratta di k . Forse, potrebbe rientrarci il fattore i , se non per gli strumenti di seduzione passiva almeno per quelli di seduzione attiva , ma il nocciolo erano alcune considerazioni sul fattore n non fatte .

Insomma, se ci affidassimo alla legge dei grandi numeri , non ci sarebbe bisogno di Scienza delle Acchiappanze!!!

Un perfetto signor Nessuno aggancia 100 ragazze al giorno e come in una estrazione del Lotto, prima o poi, mi tira fuori dal mucchio casualmente quella che ci sta .

E Scienza della Acchiappanze che fine fa? Giù nel cesso col rumore di sottofondo dello sciacquone!!!

Se guardaste, però, i segnali non verbali ,  ed a ciò fareste susseguire alcune considerazioni sul tipo di Stroke , che andreste a fare, vi accorgereste che non tutti gli n sono uguali .

Ci sono stroke fatti bene e stroke fatti male , ci sono stroke intelligenti e ci sono stroke stupidi , se non addirittura inopportuni.

Ad esempio, io V267 sono interessato a due ragazze nello stesso periodo. Ipotizziamo, per assurdo che mi piacciano entrambe allo stesso modo, ma i messaggi di feed-back ricevuti sono diversi . Insomma, una me lo da a capire che le interesso ed un'altra fa di tutto per farmi capire che non è interessata. Lo stroke con chi lo faccio?

Se mi affido alla legge dei grandi numeri , tiro a casaccio: la famosa pallina bianca o pallina nera tirata dall'urna da Bernoulli. Se mi va bene, mi fermo. Se mi va male, continuo per tentativi successivi con altre ragazze fino a quando non esce "la pallina fortunata".

Allora,  veramente s= k *(((a*r*c*q)^n)*(z^2n)))/t .

Però, se io applico Scienza delle Acchiappanze, già so quale è la pallina bianca e quale è la pallina nera, e la pallina nera non cerco proprio di afferrarla, perché, tanto, già so che è un due di picche. Scelgo solo palline bianche , in base al riconoscimento dei segnali .  Inoltre, la stessa acchiappanza può fallire in un secondo momento, se i miei strumenti di seduzione attivi fossero inefficienti , come lo sono quelli di un insicuro .

Per questo, ho detto che anche i poteva rientrare nel discorso. L' efficienza si raggiunge con l' impegno e con l' esperienza , ma una motivata volontà di avere una capacità cumulata di apprendimento ( Vedi anche I processi di apprendimento ). Essi sono creati per imparare a sedurre e sfociano, quasi sempre, in due di picche . Tali due di picche servono per tarare gli strumenti di seduzione per riuscire a centrare l'obiettivo, quando si comincia, poi, con gli stroke veri e propri .

Inoltre, quando uno stroke viene concepito a tavolino, seguendo Scienza delle Acchiappanze,  non è un n casuale piccolo come nella formula di s.

Si tratta di un N, un N= l n , ove l (lampda) è un moltiplicatore di n, perché non si tratta di uno stroke fatto a casaccio e che riesce solo se la legge dei grandi numeri gli è favorevole , ma perché si è basato su un metodo scientifico di selezione della preda , un metodo scientifico, che ha analizzato preventivamente i messaggi non verbali di feed-back e che ha adottato tutte le tecniche di persuasione necessarie, insomma,  ha usato Scienza delle Acchiappanze .

Allora, 

s= k *(((a*r*c*q)^ l n)*(z^2 l n)))/t

ove l , che è Scienza delle Acchiappanze, fa la differenza tra ciò, che è seduzione e ciò che è la legge dei grandi numeri.

Inoltre, il fattore composito i oltre ad essere i = (((a*r*c*q)^ l n)*(z^2 l n)))/t  ,

può essere descritto anche come 

i= ((SSP*SSA)^ l n)/t

ove:

  • SSP= strumenti di seduzione passiva

  • SSA= strumenti di seduzione attiva

Però, gli SSA = SSA(n),

ovvero SSA= SA*n ( seduzione attiva per numero di stroke).

In particolare, per n= 0 : SSA=0 .

Infatti, per stroke nulli, anche gli strumenti di seduzione attiva sono nulli , perché essi esistono nel momento in cui si fa uno stroke . In caso contrario è come se non esistessero.

Per tale motivo, noi possiamo scrivere il successo come

S= k* ((SSP*SA*n)^ l n)/t

CVD

Come Volevasi Dimostrare

V267

 

 

Home

©Copyright 2005-2015 -  Vincenzo Pisano - All Rights Reserved