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Ho appena chiesto al nostro amico Vincenzo267 il permesso (autorizzazione?) di poter scrivere un piccolo brano per esplicitare a voi, che vi siete recati su questo sito in cerca d’informazioni, alcuni aspetto legati alle acchiappanze.
Ecco: la stupenda bionda è affianco a voi, le rivolgete con la massima gentilezza la parola, il dialogo degenera nella classica diatriba, in cui, la donna (che più avanti denominerò volutamente
femmina, in relazione al mondo animale in cui si riscontrano “fasi” simili) tenta di saggiare il maschio, nelle sue caratteristiche peculiari, e non pensate male!
Avviene come tra i cervi, i maschi anche qui, prima di ricevere i favori dalla femmina, devono dare prova della loro virtù, come dire
cervina, così noi, rimorchiatori del 2000, dobbiamo dar prova di riuscire a difenderci dagli “attacchi” dialettici che riceviamo dalla futura “concubina”. Superata tale fase, se si è data buona prova di se dinnanzi all’unico giudice inappellabile (la biondona),
non resta che passare all’attacco.
Espresso così può sembrarvi facile, ma non lo è assolutamente, la partita è appena iniziata…
Cosa si è autorizzati a farle? Fino a che punto potrete affondare i vostri malefici colpi? Non esiste risposta migliore di questa: colpite, colpite, ed ancora colpite ad oltranza, non desistete mai dal vostro obbiettivo, che in tale circostanza deve essere solo questo:
farla cedere, con ogni mezzo a vostra disposizione. Vedete, l’animo umano è formato da tre parti: una
vegetativa, una sensitiva ed, infine, una razionale (indovinate un po’ le mie fonti, dai non è così difficile, spremete le meningi anche se ormai saranno ostruite, un consiglio: i tempi del 1 liceo… filosofia greca, dai…).
Bene, dunque, la parte razionale ha sempre la preminenza nella nostra preda all’inizio, questo è un
pò il suo metodo di difesa, ma le cose potrebbero cambiare, è tutto ancora una volta solo ed esclusivamente nelle vostre mani… (e parlo letteralmente).
Si deve agire razionalmente con la dialettica, finché si rimane in “un certo campo (a
distanza)", poi, la parola deve cedere il posto ad un altro tipo di comunicazione
sensoriale. Ora si entra nel mondo propriamente detto della sensualità, focalizzando la propria attenzione
sull’anima sensitiva.
È qui che la ragazza si rende veramente conto di chi ha davanti, di chi la sta circuendo con tanta insistenza, e state bene attenti, il primo contatto deve ancora avvenire, non l’avete ancora sfiorata.
Il primo passo è ridurre le distanze, ma come? In che modo? In che misura?
Sarà compito vostro appurarlo, dipende tutto dal suo modo di
porsi. Dunque, il primo contatto deve essere lieve, dolce quasi sublime. Si deve procedere con cautela. So che la maggior parte di voi assetata (so anche questo) vorrebbe gettarsi nella mischia,
ma questo sarebbe un gravissimo errore. Ecco, mi servirò di un paragone molto semplice per farmi
intendere. Voi siete benzina, pronta ad incendiarsi, anzi, siete già incendiati, poiché siete stati voi ad adocchiare la
preda. Siete come benzina prendete fuoco immediatamente (non preoccupatevi è normale, siete o no uomini?). Lei invece, la femmina, non è impregnata di benzina, è
un combustibile più lento, poniamo il legno. Tutti, ora, sapete che il legno per ardere ha bisogno di più
tempo… di contro, la benzina s’incendia immediatamente, ma poi, quanto dura
tale fuoco, non è forse un fuoco fatuo?…
È questa l’amara verità: noi uomini c’incendiamo immediatamente, anche quando non dovremmo, per poi spegnerci sul più
bello. Non credete sia così? Chiedete a qualunque bipede di sesso
femminile, meglio se con una certa esperienza…
Dunque, dovete procedere con cautela, non è questo il momento, l’attacco alla prede per riuscire deve essere sempre
graduale…
Si deve partire da un primo contatto, per lo più casuale, per, poi, procedere sulla
via indicata dal vostro istinto. Dovete essere in questa fase lucidi e
freddi, pur fingendo passionalità, non siete ancora degli “esperti” del settore. Vi domandate:
<<Ma tu sei freddo? Non sarai mica frocio?>> Domanda curiosa, rivolta oltre tutto da voi…
No, in tali situazioni non sono freddo, non più, ma IO posso permettermelo, voi NO, io so cosa fare, voi
NO!
Dunque, con la dovuta calma toccate la vostra preda, mettetela a suo agio in ogni modo, sia con parole, sia con galanterie, sistematele i capelli, porgetele un cuscino… Poi, avvicinatevi ancora, continuate a parlarle in modo spensierato (servirà a distrarla…). Concentratevi su ogni vostro movimento, ogni vostra movenza deve essere perfetta, una vera e propria opera d’arte…
Sfioratele il collo, con i polpastrelli, mai con le unghie, almeno per ora… concentratevi prima sulle parti più lontane, per poi avvicinarvi alla zona in cui si trovano i primi capelli (questo è la parte più ricettiva alle vostre attenzioni), anche qui procedete sempre per gradi. Può bastare un solo dito, a volte
di più. Immagino l’impressioni che una simile descrizione può avere su di voi, ma vedete, questa che sto descrivendo non è una carezza generica, ma è
l’archetipo della
carezza. Soffermarsi a lungo su quelli che ora vengono definiti preliminari è fondamentale, ricordate voi siete impregnati di benzina, la preda no, ed è difficile farla anche soltanto riscaldare… ve ne accorgerete soltanto se le presterete le
dovute attenzioni… Le donne sono qualcosa di estremamente
vario, ne esistono d’infiniti tipi (e ora mi riferisco al
lato puramente sensuale), si spazia da dei veri “ghiaccioli” a quelle, purtroppo rare,
multiorgasmiche… e a dire il vero in molti anni “di dure ricerche” ne ho trovate appena una manciata, poche in relazione al campione…
Quindi, non posso scendere maggiormente nel dettaglio, non mi resta che appellarmi al tanto famoso
principio del sarto, del nostro caro, vecchio, bon Vincenzino (è ironico, speriamo non se la prenda a male! Se no corro il rischio di vedermi bannato, speriamo bene…).
Il vostro modo d’agire, la vostra condotta deve essere mirata e guidata dal modo in cui la vostra
lei ( è un puro eufemismo, non possiederete mai completamente una donna! e questa è una dura lezione dettatami dall’esperienza)
risponderà agli
stimoli, vogliate scusarmi la mia terminologia asettica, ma qui si fa della scienza, o al meno ci si prova…
Tornando a noi, siate sempre lucidi in questa
fase, il momento in cui non lo sarete più deve essere provocato solo ed esclusivamente dalle attenzioni che la vostra preda vi dedicherà. Immaginate di essere una banca,
la banca del piacere: il piacere si cede sempre a credito e per lo più dietro nessuna garanzia, è per questo che si deve essere prodighi, ciò che si dona, poi tornerà al donatore ampliato, e credetemi sarà fantastico vedere una donna così attenta a soddisfarvi, ma tutto a un suo tempo, tutto ha un suo
modo…
Si deve dare per poi ricevere, a tale proposito mi tornano alla memoria, come un
pò offuscate le parole <<… impara anche questo: l’amore si può mendicare, comprare, regalare, si può trovarlo per caso sulla strada, ma non si può
estorcere..>> ( cari ragazzi, chi ha pronunciato tali dolcissime parole? Non lo sapete, dai! Provate… non sarà difficile, chi riuscirà ad indovinare le mie numerosissime fonti è pregato di contattarmi tramite Vincenzino, ops! Vincenzo267, ne sarò lietissimo!).
Ricordate: agite con calma in modo
graduale, come per tentativi, ricordando sempre di controllare i
risultati, ossia, il modo in cui reagisce la gentil donzella, particolare attenzione alle movenze, ai sussulti involontari del bacino e dei muscoli delle gambe, alla frequenza del respiro… non fatevi mai forviare dalle parole e da gemiti grandiosi, sono tutte finzioni, quando capitano casi simili, e, purtroppo, voi non correte ancora il pericolo,
la cosa migliore da farsi è punire la pulzella, provocandogli ciò che ha osato fingere (gettandoci il guanto dell’affronto) in modo del tutto spietato, fino
all’annientamento… quando sarete più esperti ne riparleremo… questa non mi sembra la sede idonea, come del resto,
voi non siete un pubblico preparato…).
Ricordate: tra il parlare, il trescare, il consumare la vostra preda non c’è alcuna differenza, deve tutto procedere come su di una retta, ogni fase deve seguire inesorabilmente la precedente, in amore non ci si risparmia mai, né si fanno sconti…
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Avviene come tra i cervi, i maschi anche qui, prima di ricevere i favori dalla femmina, devono dare prova della loro virtù, come dire cervina, così noi, rimorchiatori del 2000, dobbiamo dar prova di riuscire a difenderci dagli “attacchi” dialettici che riceviamo dalla futura “concubina”. Superata tale fase, se si è data buona prova di se dinnanzi all’unico giudice inappellabile (la biondona), non resta che passare all’attacco. |
Spero di avervi “dato” qualcosa (insegnato mi sembra eccessivo, in questa materia non esistono maestri né maestre, ma soltanto scolari e scolare…). Spero di avervi offerto consigli utili per il vostro agire, vi immagino lì, seduti davanti lo schermo del PC, magari nel cuore della notte, per evitare che la mammina legga ciò che state visionando,
tutto in vista di un insperato quanto improbabile appuntamento, magari il primo. Ma dove andremo a finire, se anziché chiedere aiuto in simili casi al fratello maggiore ci si rivolge alla rete? Ma visto che lo fate, e
l’esperienza di questo sito lo
dimostra, eccomi qui ad aiutarvi, o, forse, a cercar di dare un senso a tanti anni “impegnati” in ovvie
imprese? Beh, grazie dell’attenzione, vi saluto, fiducioso di veder pubblicato presto questo mio “articolo” sul sito più originale del Web. Un saluto a tutti.
Roma, 9 luglio 2002.
Il
Conte
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