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Vincenzo267

La mia crociata: regolamentarizzare la prostituzione

"Riapertura delle case chiuse"

 

NAPOLI TRAMONTO

Una cartolina della mia città, Napoli

 

 

Molti, transitando per il mio link, si saranno chiesti il motivo per cui, uno sconosciuto webmaster napoletano si sia messo a fare politica su uno spazio Web, dove per altro ha pubblicato anche la sua opera magna, Scienza delle Acchiappanze.

In effetti, questo spazio Web era nato come un modo per trasmettere ai miei amici vicini e lontani la conoscenza sulle acchiappanze e così lo volevo far rimanere, ma, se ora sono dietro la barricata, è proprio per difendere i miei utenti.

Chi è l'utente tipo del sito delle acchiappanze? Un ragazzo timido, insicuro, spesso, ancora vergine. La regolamentarizzazione della prostituzione non è legata alle acchiappanze, ma si trova in un'area confinante. I miei ragazzi sono vittime del sistema nato in Italia dopo il 19 settembre 1958. Prima di quella data, chi era timido, chi era insicuro, si faceva coraggio, andava in una casa di tolleranza e si faceva svezzare dalla Belinda di turno.

Dopo tale esperienza sarebbe diventato molto più disinvolto con le donne normali, più sicuro di se. L'iniziazione sessuale per un giovane maschio è un momento cruciale della sua crescita, nella sua trasformazione da ragazzino ad uomo adulto.

Chi ha avuto la cuginetta di turno o qualche amica della madre o una donna adulta fortuita, che lo ha svezzato, non ha sofferto dopo quella data. Io rientro in tale categoria. Chi è estroverso nemmeno, perché lo avrà fatto con la prima ragazza che avrà avuto, ma chi è timido è stato fottuto.

Lo è stato per sempre. Lo sarà come cliente delle prostitute, se non risolverà il suo problema relazionale. Disprezzato da chi sa solo giudicare. Messo a rischio di contagio dalle cattive condizioni igieniche in cui le donne da marciapiede operano. Infatti, chi sono i miei poveri utenti? Giovani studenti, a cui pesa andare da una che lo fa in casa, perché costa e comunque non da garanzie.

Se ci fossero ancora quelle case, forse, il mio sito sarebbe in parte inutile, perché ci sarebbero meno timidi ed insicuri, che soffrono. Soffrono perché non hanno la ragazza. Soffrono perché, se ne hanno voglia, devono fare un sacrificio economico o accontentarsi di una schiava da marciapiede, che nel sudiciume in cui opera, gli può far beccare come minimo un herpes.

Sono i miei discepoli che mi danno il coraggio di lottare. In questo secondo dopoguerra non si è fatto altro che parlare di diritti delle donne, di emancipazione femminile. Ed i diritti degli uomini, che fine hanno fatto?

Fu facile allora chiudere i postriboli di stato per motivi ideali del tutto discutibili, in quanto si è passati dalla padella nella brace, e noi uomini abbiamo incassato il colpo.

Sono state le lettere dei miei ragazzi, il loro bisogno di aiuto a spingermi a fare tutto questo.

La prostituta non risolve il loro problema, ma se è una seria professionista, può disinibirli, può farli diventare maschi come avrebbe detto Montanelli. Se diventano più disinibiti, saranno meno timidi e più intraprendenti, e finiranno per trovare l'anima gemella.

Quando l'avranno trovata, non saranno ragazzini di primo pelo, che non sanno trovare nemmeno dove lei fa la pipì, ma qualcuna gli avrà fatto già scuola.

La realtà, però, al di là di ogni inimmaginabile incubo, è quella di trovarci una prostituzione odierna fatta da business women, il cui cliente modello è quello che soffre di eiaculazione precoce. Non hanno un occhio di riguardo per i miei giovani e vergini utenti, e me li fanno venire su complessati, ansiosi e rincoglioniti. Le donne delle case chiuse non erano così, avevano quell'occhio di riguardo. La fine di quel sistema ha  fatto estinguere questa antica professionalità, la consapevolezza del proprio ruolo sociale, il vero potere delle prostitute.

Una regolamentarizzazione della prostituzione può essere un modo per far tornare queste donne al loro ruolo di operatrici sociali, affinché nell'esercizio delle loro funzioni si prendano cura dei miei utenti, soprattutto gli under 21, per svezzarli come si faceva ai tempi di mio nonno.

Alla mia motivazione personale, che potrebbe sembrare meschina ai benpensanti, si aggiungono quelle che ben tutti sanno: frenare l'AIDS, fermare l'immondo commercio che si pratica tutte le sere sui marciapiedi delle periferie delle nostre metropoli, dare dignità professionale alle care signore( se no, non svezzano i miei utenti).

La mia motivazione può sembrarvi poco, ma non lo è. Quel 20 febbraio 1958 è stata approvata una legge infame, una legge che doveva servire ad una nobile causa, diseredare i tenutari, ma che nei fatti ha diseredato i timidi e gli insicuri.

Uno che sa delle sue possibilità, che può permettersi tutte le donne che vuole, non ha bisogno delle prostitute, ma c'è anche chi non ha scelta.

La legge Merlin ha colpito questa parte indifesa della popolazione. Il fatto che siano uomini ne fa dei demonizzati. Infatti, se fossero donne, tutti ne avrebbero compassione, ma così non è.

Chi è il cliente della prostituta, contro il quale ci si è accaniti in passato, anche sequestrandogli la macchina? Spesso un uomo solo, un uomo con problemi relazionali, un uomo che ha al suo fianco una donna che sa solo renderlo infelice.

Tra le braccia di una prostituta egli trova quel poco di felicità, che gli è negata dalla vita. La cultura dominante lo demonizza, lo giudica come un vizioso, un malato, un pervertito.

I veri viziosi, i veri pervertiti sono coloro che lo giudicano, perché, da moderni farisei, si vogliono distinguere come i giusti, i casti, come una nota donna politica che ha replicato alla proposta di riapertura delle case chiuse dicendo: "Le case chiuse sono una bella scorciatoia. Perché nessuno le propone per i clienti delle prostitute?"

Non si tratta di nessuna scorciatoia, poi, come scoprirete, ma solo di un modo per rendere il servizio sociale reso da queste donne un qualcosa di importante e non la squallidissima prestazione dei giorni nostri. Concludo dicendo che sto facendo la cosa giusta, ma che se non ci fossero stati i miei ragazzi, non lo avrei mai fatto. V267

 

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